The IES Group, l’azienda che stampa plastica per salvare il pianeta

di Annarita Cacciamani
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Il CEO Manuele Lucisano: «Studiamo soluzioni per stampare più o meno plastica, a seconda delle reali necessità»

Stampare plastica per salvare il pianeta. È la missione di The IES Group, azienda di Besana in Brianza, Lombardia. «Non è uno scherzo ma un impegno serio basato su una strategia che prevede l’applicazione di un programma di sostenibilità di nome Greta dove tutto è reale, misurabile e concreto. In estrema sintesi, i nostri progettisti studiano soluzioni per utilizzare meno plastica possibile» spiega il CEO dell’azienda Manuele Lucisano.

Qual è la visione di The IES Group in termini di sostenibilità? Come coniugate la produzione di plastica espansa con questa visione?

La nostra mission è “stampare plastica per salvare il pianeta”… Si lo so, siete già pronti ad inveire contro di me, ma in realtà non c’è nulla di scandaloso ma, al contrario, si tratta di un impegno serio basato su una strategia che prevede l’applicazione di un programma di sostenibilità di nome Greta dove tutto è reale, misurabile, concreto e inopinabile. In estrema sintesi, spingiamo i nostri progettisti a studiare soluzioni dove si utilizzi più o meno plastica a seconda delle reali necessità, basandosi su calcoli globali sul gwp (global warming potential, ndr) di ogni soluzione esaminata. Non solo meno plastica, ma anche più plastica per un motivo: non sempre eliminare questo materiale significa raggiungere un obiettivo di riduzione delle emissioni: al contrario ci sono casi in cui si otterrebbe un risultato peggiore.

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Come è nata l’idea di creare il Programma Greta e adottare la filosofia delle 4R nella vostra azienda?

Sono stanco di persone e società, troppe, che usano la sostituzione della plastica con altri materiali come bandiera della loro sostenibilità, prendendosi palesemente gioco dell’ignoranza dei loro stakeholders. Così mi sono detto: perché non lanciamo una sfida? Andiamo nelle aziende e facciamo capire come la soluzione al contenimento delle emissioni passa dai numeri e da uno studio più largo sulle soluzioni adottate. Facciamo vedere che addirittura noi, stampatori di plastica, indichiamo loro come stampare meno plastica, perché in alcuni casi è realmente la soluzione migliore! Infatti si possono utilizzare altri materiali meno impattanti o, semplicemente, si possono trasformare manufatti in plastica a perdere con altri, sempre in plastica, ma ritornabile. Si tratta della filosofia delle 4 R.

  • Ridurre
  • Riutilizzare
  • Riciclare
  • Recuperare

Ridurre vuol dire razionalizzare i prodotti, per esempio, evitando l’overpackaging, cioè l’eccessivo imballaggio. Con la razionalizzazione dei prodotti si produce meno a monte e si riducono i rifiuti.  Riutilizzare significa riutilizzare il materiale quando possibile mentre con il riciclo si trasformano i materiali recuperati, riducendo così i rifiuti. Infine, recupero, che significa riadattare dei prodotti per farne usi diversi e nuovi.

In che modo il riciclo e il recupero dei materiali impiegati nella produzione di plastica espansa contribuiscono alla sostenibilità ambientale e alle vostre performance economiche?

Il recupero ci permette di non stampare nuovamente, quindi il risparmio è piuttosto palese. Il riciclo è fatto in modo smart: i nostri materiali sono composti fino a oltre il 98% da aria: di fatto, se li compattiamo, si riducono notevolmente di dimensioni, tipo effetto brioche nello zaino quando andavamo a scuola… Quindi evitiamo di andare a prendere il prodotto da riciclare, caricarlo sui camion e portarlo da noi, ma andiamo noi direttamente con un container che contiene un macchinario che sminuzza e compatta i manufatti obsoleti, andando a risparmiare tantissimo in termini di emissioni di CO2 del trasporto.

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Una volta compattato, il materiale viene rilavorato nel sito produttivo del nostro partner, fornitore di materia prima, e riportato a nuova vita trasformandolo in un materiale che è quasi al 100% riciclato. Con questo materiale è possibile stampare un nuovo manufatto. Siamo quindi in grado di certificare che l’articolo x che abbiamo prodotto in passato (data y), è stato utilizzato oggi per stampare il prodotto z: quindi abbiamo un controllo della filiera al 100%. A livello economico bisogna spostare il focus, qui è tutto praticamente un lavoro di fidelizzazione del cliente e di differenziazione sul mercato, è un servizio che si offre e fa parte dei nostri valori.

Quali innovazioni state considerando o implementando per migliorare ulteriormente l’impatto ambientale del vostro processo produttivo?

Abbiamo già investito molto in efficientamento energetico, ma siamo in continua evoluzione. Abbiamo appena inaugurato un forno di 500 metri quadrati che è alimentato da energia calorifera di scarto produttivo, e stiamo lavorando per eliminare tutto un sistema di pompaggio acque sfruttando sistemi alternativi a basso consumo energetico.

Cosa pensa della Responsabilità Sociale delle Imprese e che consigli darebbe agli imprenditori delle PMI italiane?

È sempre difficile dare consigli, sebbene esistano delle pratiche utili per incorporare la Responsabilità sociale delle Imprese nelle attività. Qualche esempio?

  1. Definire una strategia chiara e ben definita per sviluppare la RSI
  2. Coinvolgere le parti interessate, come dipendenti, clienti, fornitori e comunità locali per comprendere meglio le aspettative e le preoccupazioni delle diverse parti coinvolte
  3. Monitorare e comunicare gli impatti sociali e ambientali delle operazioni aziendali
  4. Sviluppare politiche etiche e sostenibili
  5. Investire nello sviluppo della comunità locale

In sintesi, integrare la RSI nelle operazioni quotidiane può portare a benefici a lungo termine, inclusa una migliore reputazione aziendale, la fidelizzazione dei clienti e la creazione di un ambiente di lavoro positivo.

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