Un modello di inclusione sociale e lavorativa per un turismo “sensibile”

di Angelina Tortora
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“Like your Home” è un format di ospitalità extra alberghiera gestito da persone con disabilità (fisiche, intellettive, sensoriali) o con esigenze specifiche (celiachia, allergie, persone anziane) ideato per migliorare la loro vita attraverso un’occupazione che dia loro dignità professionale.

 

Like your Home” (in italiano “Come a casa tua”) permette di dare una soluzione concreta a questioni ancora irrisolte nella nostra società, per esempio l’inserimento lavorativo delle persone fragili, tramite l’imprenditorialità con la gestione di ospitalità extralberghiere (bed & breakfast, appartamenti turistici, country house, ecc.) dirette da loro, con il focus sull’accessibilità delle strutture. È proprio l’inserimento lavorativo delle persone con bisogni specifici in qualità di Host che rende Like your Home un player importante nel settore del turismo accessibile, a oggi indirizzato principalmente a rimuovere le barriere architettoniche dei servizi turistici.

Il format nasce grazie all’intuizione e alla realizzazione di Cetty Ummarino, che si occupa di progettazione turistica e di startup creative, che ha individuato gli ambiti tematici prioritari dell’iniziativa, quali il turismo, la disabilità, il lavoro, l’università e la scuola in generale.

Like your Home, depositato e registrato, racchiude infatti tre prodotti turisticiil modello di inserimento socio lavorativo; “HostAbility School/University”, cioè ospitalità extralberghiere gestite da studenti, laureandi e laureati con disabilità; “DestinAzione Turistica Inclusiva e Accessibile”, ovvero realizzazione di servizi utili al soggiorno del turista con disabilità. A parlarci dell’iniziativa è proprio Cetty Ummarino.

Come è nata l’idea di Like your Home?

La mia esperienza nella formazione delle comunità a vocazione turistica delle aree interne d’Italia ha permesso di diventare docente in un corso di formazione turistica frequentato da giovani con disabilità, che subito mi hanno evidenziato le loro difficoltà a entrare nel mondo del lavoro.

La Legge n. 68/99 sul collocamento mirato sembra infatti insufficiente a soddisfare la domanda di lavoro effettiva dei potenziali lavoratori con disabilità, che dal mio osservatorio riscontrano una mancanza di corrispondenza tra i posti disponibili e le loro competenze. Queste persone spesso hanno la necessità di svolgere un’attività che soddisfi principalmente le loro esigenze di socializzazione, piuttosto che garantire un’autonomia economica.

Inoltre, i turisti con disabilità non trovano facilmente strutture extralberghiere attrezzate per la loro accoglienza, come bed & breakfast o appartamenti turistici, poiché la ricettività attualmente non è regolata dalla normativa che disciplina l’accessibilità e le barriere architettoniche, cioè la Legge 13/89. Di conseguenza, molti sono costretti a rinunciare alle vacanze o a sostenere ingenti costi negli alberghi, che per legge devono garantire solo l’accessibilità motoria.

Le ospitalità extralberghiere di Like your Home accolgono tutti i viaggiatori, con particolare riguardo ai turisti che hanno la stessa disabilità o esigenza specifica del gestore, che mette a disposizione le proprie competenze e gli ausili presenti nel proprio appartamento garantendo così un’accoglienza su misura. Questo progetto nasce da un’intuizione avuta osservando una ragazza su sedia a rotelle che guardava le persone in mare. Pensai che lei aveva la casa organizzata per la sua disabilità, quindi perché non metterla a reddito?

L’idea rivoluzionaria è la valorizzazione delle abitazioni delle persone con disabilità trasformandole in ospitalità turistica, mentre l’elemento innovativo è l’autoimprenditorialità delle persone con disabilità o esigenze specifiche. Questa innovazione permette loro di lavorare da casa, con il sostegno della propria famiglia o delle persone che li assistono e li seguono affettivamente.

Quali competenze specifiche richiede la gestione di una struttura come “Like your Home”?

La gestione di una struttura extralberghiera richiede competenze turistiche, educazione, volontà, attitudine alle relazioni e, soprattutto, formazione per la gestione dell’attività in qualità di professional host. La formazione professionalizzante è infatti il principio fondamentale della rete Like your Home. Il corso permette ai futuri gestori di acquisire le competenze necessarie per garantire un’elevata qualità del servizio. Per l’inclusione dei giovanissimi il percorso è aperto anche agli adolescenti con disabilità o esigenze specifiche, che possono partecipare insieme ai propri genitori in qualità di gestori delle strutture extralberghiere.

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Cetty Ummarino

Cosa offre invece “HostAbility School/University”?

Creato e testato sul mercato, il format successivamente è stato calibrato sulle università e sugli istituti scolastici. I giovani con disabilità, conclusa l’esperienza scolastica, non sempre riescono a proseguire gli studi e devono affrontare la dura sfida della ricerca di un lavoro.

Molti ragazzi con disabilità frequentano gli istituti alberghieri, fiduciosi di un loro inserimento lavorativo nel turismo, mentre le università hanno un’importante domanda turistica diversificata, (come il programma Erasmus, docenti non residenti, matricole che provengono da zone rurali), che non viene soddisfatta dall’offerta turistica soprattutto dall’offerta turistica accessibile.

E invece la “DestinAzione Turistica Inclusiva e Accessibile”?

È un modello di accoglienza per persone con bisogni specifici nei luoghi di vacanza o di soggiorno con servizi turistici e sociali dedicati a loro. Il format, oltre ad essere un’importante risorsa per l’economia del territorio, è stato creato per agevolare le difficoltà che hanno i genitori o accompagnatori quando sono in una località diversa da quella di residenza, con servizi dedicati alla gestione del soggiorno delle persone con disabilità ed esigenze specifiche.

C’è un episodio che ricorda con piacere?

Sicuramente sono state le recensioni ricevute dal sito Booking perché hanno confermato non solo la professionalità acquisita durante la formazione, ma soprattutto attestano la cura e l’amore dei gestori per il proprio lavoro, fatto con passione e fonte di energia. E l’energia è il motore del successo!

 

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