Fondazione Isal, formazione e ricerca per chi è affetto da dolore cronico

di Annarita Cacciamani
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Circa 10 milioni di italiani soffrono di dolore cronico: si tratta del 26% circa della popolazione. Fondazione Isal nasce nel 1993, quando ancora la “terapia del dolore” era una branca poco conosciuta della medicina.

 

In Italia, circa 4 milioni di uomini e quasi 6 milioni e mezzo di donne soffrono di dolore cronico. È una condizione che ha un forte impatto sulla qualità della vita delle persone, e che rischia di creare anche malessere psicologico. Fondazione Isal, nata più di 30 anni fa per fare formazione ai professionisti sanitari, oggi porta avanti numerose iniziative per essere al fianco e sostenere tutti coloro che ogni giorno devono convivere con il dolore cronico. A raccontarcela è il suo presidente, William Raffaeli, dottore specialista in anestesia e rianimazione e in farmacologia applicata.

 

Qual è la mission della Fondazione?

Era il 1993 quando nacque Isal, l’Istituto di Scienze algologiche. Le scienze algologiche erano all’epoca un’area del sapere medico-scientifico che ben pochi medici conoscevano. Chi desiderava perseguire questa specifica branca della medicina poteva fare affidamento solo sulle proprie capacità professionali. Mi resi conto invece che, per una crescita armonica di saperi, era necessario sviluppare un piano didattico basato sulle migliori conoscenze scientifiche e in armonia con il sapere operativo di chi aveva ampia esperienza e operava da anni nell’ambito medico del dolore. La ricerca scientifica divenne col tempo uno dei pilastri fondamentali di Isal. Con la ricerca si possono aprire nuove strade per la diagnosi e la cura di patologie dolorose croniche prima incurabili, mentre la formazione permette di trasferire in modo sistematico queste nuove conoscenze a medici e personale sanitario. La mission di Isal si struttura anche nelle aree della comunicazione sociale, per diffondere la conoscenza del dolore cronico e della sua cura anche nella società civile tramite eventi di sensibilizzazione come “Cento città contro il dolore”, dal 2009 appuntamento annuale di Isal, e nell’area del sostegno alle persone con dolore cronico, con servizi completamente gratuiti, in forma di sportelli telefonici, a cui rivolgersi per informazioni, ascolto, supporto psicologico e tutela legale.

Quali sono le principali iniziative che Fondazione Isal sta mettendo in campo per formare i professionisti e dare un sostegno ai pazienti?

Le persone che soffrono di dolore cronico sono tantissime. In Italia sono circa 10 milioni, il 26% della popolazione. E ne sono colpiti tutti, benché il dolore cronico aumenti in prevalenza con l’avanzare dell’età e tenda a essere maggiore nelle donne. Per formare i professionisti sanitari, dal 1993 Isal organizza corsi biennali di specializzazione in Scienze algologiche, che hanno formato ad oggi circa l’80% delle persone che opera nella rete italiana di terapia del dolore. Isal ha nel tempo organizzato una serie di servizi telematici, completamente gratuiti, per dare sollievo a chi ne soffre. Da anni garantisce un’informazione certificata ai cittadini che non sanno a chi rivolgersi per il dolore attraverso il numero verde 800101288, grazie al quale è possibile ricevere informazioni sulla terapia del dolore e indicazioni precise sui centri di terapia del dolore più vicini. È anche possibile ricevere consulenze gratuite di second opinion medica, finalizzate a ottenere un’opinione specialistica aggiuntiva su una diagnosi o un trattamento per il dolore cronico. Isal ha poi attivato uno sportello di tutela legale per chi soffre di dolore cronico e uno sportello di ascolto e aiuto psicologico, che consente di avere una consulenza psicologica gratuita finalizzata a valutare sia gli aspetti psicologici in grado di influenzare l’esperienza del dolore e la qualità di vita, sia le possibilità di sollievo dalla sofferenza.

Tra i vostri testimonial e ambasciatori ci sono diversi personaggi famosi di svariati settori. Quanto è importante la loro collaborazione per far conoscere le vostre attività?

La divulgazione, e quindi anche l’efficacia, delle attività di Isal a favore dei malati di dolore cronico, è il risultato del grande impegno di sensibilizzazione sociale e istituzionale da parte di tutto il “mondo Isal”. Un impegno che negli anni si è ampliato anche grazie a numerosi testimonial e ambasciatori appartenenti al mondo della cultura, dello spettacolo, della musica, del giornalismo, della politica e dello sport. Il loro impegno e coinvolgimento è per noi fondamentale, perché favorisce il contatto con un pubblico molto ampio. E non dimentichiamo tutte le persone non famose che in questi anni hanno creduto in noi e ci sono state vicine.

Cos’è il progetto Morfeo?

Morfeo è un recente progetto di Fondazione Isal, tuttora in corso, nato con il contributo incondizionato di Sandoz per sviluppare una rete di farmacie esperte nel campo del dolore cronico, e in particolare nel governo dei farmaci oppiacei per la terapia del dolore. Nella rete dei servizi a supporto della persona con dolore cronico la figura del farmacista può rappresentare una guida capace non solo di intercettarne timori e dubbi nella cura, ma anche di consigliare il buon uso dei farmaci nella quotidianità, educando sulla loro sicurezza e sulla prevenzione dei rischi derivanti da comportamenti di misuse e/o abuso.

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William Raffaeli

La responsabilità sociale d’impresa è oggi un valore per tante aziende. Ci sono progetti che state portando avanti in collaborazione con le aziende?

La responsabilità sociale d’impresa ci sta permettendo di partecipare a utili bandi di investimento e di collaborare con aziende per migliorare le condizioni di lavoro interne. Negli ultimi anni, in particolare, dobbiamo ringraziare il Gruppo Società Gas Rimini, a cui proponiamo attività di sensibilizzazione ai dipendenti sul tema del dolore cronico e con cui organizziamo attività di fundraising per la ricerca sul dolore. Dobbiamo anche ringraziare enti come la Fondazione Peretti e Reale Foundation, che regolarmente istituiscono programmi di investimento per enti del terzo settore ai quali abbiamo partecipato, con esiti soddisfacenti, e grazie ai quali abbiamo potuto portare avanti i nostri studi sui biomarcatori in grado di favorire una diagnosi certificata di dolore cronico in malattie come la fibromialgia e l’osteoartrite.

Un recente progetto, pienamente coerente con il valore della responsabilità sociale d’impresa, è poi recentemente scaturito da una collaborazione con Fondazione ASPHI Onlus, CISL e Comitato Fibromialgici Uniti Italia Odv. Si tratta di un Osservatorio sulla salute e sul benessere nei luoghi di lavoro, un progetto che intende promuovere un luogo per scambiare esperienze e identificare buone pratiche, una sorta di “punto di rifornimento e distribuzione” di competenze per l’inclusione e il pieno coinvolgimento delle persone con disabilità e dolore cronico all’interno dell’azienda.

Come sostenete la vostra attività? Utilizzate sistemi di crowdfunding online?

I modi attraverso i quali sosteniamo le nostre attività sono molteplici e tutte accomunate dall’impegno e dallo sforzo costante del mondo Isal. La raccolta fondi è sicuramente uno dei mezzi principali di sostentamento e avviene per gran parte attraverso il 5×1000 all’Associazione “Amici di ISAL” e durante il nostro evento di sensibilizzazione e comunicazione sociale chiamato “Cento città contro il dolore”. La raccolta fondi avviene anche online tramite donazioni liberali che riceviamo direttamente dal nostro sito oppure, occasionalmente, tramite sistemi di crowdfunding online organizzati su portali esterni per il sostegno di progetti specifici.

 

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