G.T. Design: quando il tappeto diventa sostenibile

di Annarita Cacciamani
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La founder Deanna Comellini: «Qualità per noi significa sostenibilità, tracciabilità della materia prima e basso impatto ambientale».

 

L’industria tessile è considerata una delle più inquinanti. G.T. Design dalla fine degli anni Settanta realizza tappeti utilizzando materie prime a basso impatto ambientale. «Siamo tra i pochi a poter dire di non aver dovuto cambiare filosofia per seguire il trend della sostenibilità», afferma Deanna Comellini, founder e art director del brand modenese.

Come nasce G.T. Design?

L’impresa nasce nel 1977, con l’intento di realizzare oggetti e superfici tessili con una nuova grammatica compositiva, capace di parlare al presente e soprattutto interpretare il futuro.

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Deanna Comellini

Siamo un’azienda famigliare e per noi essere marchio non ha mai significato produrre oggetti in serie. Significa invece realizzare un piccolo sogno per ogni progetto, dare forma a una nuova ricerca ogni volta che creiamo un prodotto. La nostra identità nasce dalla passione per il nostro lavoro, si trova nell’attenzione ai dettagli, nell’autenticità delle nostre produzioni e nel piacere di realizzare prodotti fuori dal comune. Da sempre utilizziamo tecniche artigianali perché siamo convinti che – così come nella favola di Pinocchio la materia si anima grazie alla mano dell’uomo – anche i nostri prodotti siano carichi di emozione e di storie da raccontare. La nostra missione è produrre oggetti di qualità etica, estetica e tecnica superiori, nel pieno rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

Avete collaborato con architetti di primo piano, tra cui lo studio di Renzo Piano. Qual è stato il vostro contributo?

Progettare con il tessuto consente di dare vita a un’architettura leggera, permeabile, aperta in cui lo spazio si determina e definisce all’infinito. Ed è proprio nel dialogo con l’architettura che G.T. Design ha trovato la propria dimensione creativa e produttiva. Allo stesso tempo, i migliori professionisti dell’architettura d’interni sanno quanto sia importante affidarsi a marchi capaci di interpretare le loro esigenze con soluzioni di altissimo profilo funzionale e formale. Avendo fama di pionieri nel campo del tappeto contemporaneo già dagli anni ‘70, molti studi di architettura importanti si rivolgono a noi per curare l’elemento tessile nei loro progetti d’interni. Ci piace instaurare un dialogo con architetti ed interior designer, così da comprendere la loro visione e sostenerli anche nei progetti più complessi grazie alle soluzioni che possiamo offrire, e specialmente studiare insieme. Questo rapporto di scambio genera sempre contributi coerenti ma anche sostanziali, che accrescono il valore del progetto originario.

Come vengono scelti i filati da usare per i tappeti? Utilizzate materiali sostenibili?

I materiali, e con loro i nostri filati, rappresentano l’anima della ricerca funzionale e semiologica degli oggetti di G.T. Design. La scelta delle materie prime è per noi fondamentale così come lo sarebbe per un grande chef. Per poter creare qualcosa di eccellente bisogna disporre prima di tutto della materia prima della miglior qualità.

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Nel concetto di qualità per noi risiede anche quello di sostenibilità. Fin dagli anni ‘70 abbiamo prediletto materie prime e processi produttivi a basso impatto ambientale, che sfruttino al minimo le risorse idriche e limitino le emissioni di anidride carbonica. I nostri imballaggi erano costituiti da 100% materiali riciclati e riciclabili già negli anni ‘80, mentre il nostro primo prodotto si può considerare un esempio di quello che oggi viene definito upcycling. Abbiamo una collezione realizzata in fibra di cocco, che utilizza una parte del frutto che altrimenti andrebbe gettata via, e di conseguenza smaltita, quando il frutto viene lavorato per scopi alimentari. Allo stesso tempo, la tessitura della fibra di cocco, rappresenta una fonte di reddito per i paesi tropicali in via di sviluppo, e sostiene moltissimi produttori famigliari. Nostro vanto è anche di aver costruito un rapporto strettissimo con ogni parte della nostra filiera. Oggi che si parla tanto di sostenibilità, possiamo vantarci di essere tra i pochi a non aver dovuto cambiare filosofia per seguire un trend.

L’industria tessile è ritenuta tra le più inquinanti. Come scegliete i vostri fornitori?

La tracciabilità è il primo passo per una produzione sostenibile. Nell’interior design e non solo, spesso non conosciamo l’origine dei prodotti che consumiamo, chi li ha creati e quali materie prime sono state utilizzate per produrli. Nell’economia globale sta aumentando l’obbligo per le aziende di divulgare la propria catena di approvvigionamento. G.T. Design si è impegnata nei confronti della tracciabilità sin dai primi giorni della sua quarantennale storia, in un’epoca in cui si dava poco o nessun valore alle pratiche aziendali sostenibili. Costruire una filiera etica è parte integrante dell’identità di G.T. Design. Con i nostri fornitori stabiliamo un rapporto personale, e li selezioniamo per la qualità e per la sostenibilità dei loro prodotti, spesso grazie alle certificazioni che offrono. Lavoriamo sempre più anche per creare filiere che includano il nostro territorio, famoso in tutto il mondo per l’alta manifattura tessile, così da sostenere le filiere italiane e locali. Con i nostri fornitori sviluppiamo l’intero ciclo del prodotto, per ridurre al massimo la “carbon footprint” dello stesso e ridurre l’impatto ambientale della produzione e del trasporto. Materiali di altissima qualità significano più durabilità, meno spreco, meno inquinamento. Da sempre offriamo servizi di riparazione e manutenzione dei nostri tappeti. Trasporti via mare invece che via aerea: meno emissioni, e via di seguito. I nostri produttori sanno che per noi è fondamentale rispettare i tempi necessari che un prodotto di questo tipo richiede: ci prendiamo il tempo di dialogare, provare insieme, studiare e poi produrre. Consideriamo gli artigiani che lavorano con noi i co-produttori dei nostri tappeti, per questo ci piace che essi firmino le loro creazioni.

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Nella lavorazione e produzione di un tappeto come si coniugano l’artigianalità e la tecnologia?

Salvaguardare tecniche tradizionali e innovare in tecnologia sembrano due azioni contraddittorie, ma nel nostro caso sono complementari. Che ci sia bisogno di un nuovo umanesimo – un umanesimo contemporaneo, che rimetta i bisogni dell’uomo al centro insieme a quelli delle altre specie e dell’ecosistema – è ormai chiaro. Questo pensiero ci spinge a voler preservare l’artigianalità, come patrimonio di conoscenze culturali e tecniche millenario, che ha dato e dà senso all’operato umano. In questo paradigma filosofico, non c’è spazio per l’asservimento alle macchine, ma c’è spazio per una tecnologia che aiuta l’uomo nel suo lavoro, per renderlo più piacevole, più sicuro – e sì, anche più bello, perché la tecnologia può aprire nuove porte alla sperimentazione creativa.

Un esempio di questo binomio è una collezione per outdoor i cui tappeti sono realizzati con filati di ultima generazione, resistenti all’usura, all’acqua, ai raggi UV, ma tessuti a mano su antichi telai tradizionali in legno. Così come sperimentiamo con forme e mezzi pertinenti all’arte – per esempio la pittura – ci siamo divertiti anche ad esplorare la stampa digitale in altissima risoluzione, mescolando pattern e disegni in modalità impensabili altrimenti.

 

 

 

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