Flo, un packaging nel segno della sostenibilità ambientale

di Annarita Cacciamani
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cover da facebook_flo packaging
Dagli anni ’70, Flo produce stoviglie monouso per alimenti. Erika Simonazzi (Marketing Manager): «Studiamo il prodotto trovare il miglior accordo tra funzionalità, sostenibilità ambientale e prezzo»

 

La storia dell’azienda con sede a Fontanellato, in provincia di Parma, inizia con i bicchierini per le macchinette del caffè. Flo oggi produce in particolare stoviglie per la tavola e per l’HORECA, bicchieri automatici, capsule per caffè monoporzionato, vasetti da yogurt e contenitori per il mercato lattiero caseario. Nel tempo, alla plastica tradizionale l’azienda ha affiancato la carta e la bioplastica. «Utilizziamo materie prime riciclabili e compostabili ma non ci limitiamo a questo», spiega Erika Simonazzi, marketing manager del Gruppo. 

 

Quali materiali utilizzate per i vostri prodotti?

Carta, bioplastica compostabile e tutti i tipi di plastica tradizionale usati per i contenitori alimentari, dal PS (polistirolo) al PP (polipropilene) al PET (polietilene tereftalato). Quest’anno abbiamo inoltre lanciato una linea di prodotti di origine naturale e senza plastica.

Come si coniuga il vostro business con la sostenibilità ambientale? 

Tutti i nostri prodotti hanno una storia di sostenibilità ambientale da raccontare. I contenitori di plastica per esempio sono completamente riciclabili, per quanto riguarda i bicchieri vending abbiamo addirittura ideato un circuito di recupero e riciclo chiamato “Rivending” per recuperare e riciclare i bicchieri usati trasformandoli in nuovi bicchieri.

Il progetto riguarda tutta la filiera, da noi ai nostri clienti (gestori dei distributori), ai riciclatori e sono coinvolte le più importanti associazioni nazionali legate al tema, Unionplast, Corepla e Confida. Anche per il settore beverage abbiamo lanciato una linea nuovissima di bicchieri da birra in PET che contengono oltre il 50% di riciclato da post consumo e altri prodotti seguiranno questa strada a breve.

intervistata-FLO

Erika Simonazzi, marketing manager di Flo

Tutti i nostri contenitori e stoviglie in carta e polpa sono riciclabili e prodotti con materie prime certificate PEFC, cioè provenienti da foreste gestite in modo sostenibile.

Poi c’è la linea in bioplastica che ha come naturale fine vita il compostaggio. Ma non ci limitiamo a selezionare materie prime riciclabili e compostabili, che garantiscano, cioè, un fine vita virtuoso evitando il più possibile l’uso di materia prima vergine.

Grazie al nostro team Ricerca e Sviluppo (R&D) e i nostri Life Cycle Assessment (LCA) specialist possiamo definire già in fase di progettazione qual è il materiale più sostenibile per un determinato prodotto e utilizzo. E non parlo solo di sostenibilità ambientale ma anche economica. Per esempio, nel settore caffè, nonostante la nostra offerta riguardi capsule monodose sia in plastica che in bioplastica, spingiamo la soluzione per noi migliore, la bioplastica monomateriale, fatta tutta di PLA compostabile (cioè che si decompone nel terreno una volta raggiunte le condizioni di temperatura e umidità necessarie), perché si può compostare con facilità se smaltita con l’organico e anche perché è l’unica reale soluzione che permette di restituire tutto il caffè contenuto al terreno. La capsula per caffè pesa circa 1grammo, il caffè almeno 5grammi; la sua impronta ambientale è ben superiore a quella della capsula e recuperandolo come fertilizzante per i terreni agricoli, lo riqualifichiamo e ne evitiamo lo spreco. 

Su cosa è concentrata la vostra ricerca in questo momento e quali obiettivi vi ponete per il futuro nel campo dell’innovazione?

Noi come dicevo studiamo il prodotto in fase di progettazione, per verificarne la sicurezza alimentare e per trovare il miglior accordo tra funzionalità, sostenibilità ambientale e prezzo. Nel laboratorio applicativo il nostro team di R&D studia e disegna il prodotto e ne verifica la funzionalità con test pilota prima di validarlo per la fase di industrializzazione. In futuro il nostro obiettivo è migliorare la sostenibilità dei nostri contenitori in plastica tradizionale, soprattutto grazie ad un utilizzo sempre maggiore di plastica riciclata. Inoltre, amplieremo la produzione con contenitori realizzati con nuovi materiali innovativi. Da qualche mese, per esempio, abbiamo ideato i bicchieri Alpha, primi al mondo a essere realizzati in fibra vegetale accoppiata a un coating minerale che sostituisce completamente la plastica, quindi i primi solo da sostanze naturali senza plastica.

Quali sono i progetti di economia circolare che state portando avanti? 

Proprio ora stiamo lanciando due linee di prodotti in plastica con materia prima riciclata: un bicchiere per distributori automatici chiamato R-Hybrid, che è il “figlio” di Hybrid, il bicchiere a ridotte emissioni di anidride carbonica caratterizzato dalla presenza di una miscela di sali minerali che sostituiscono parte del PS vergine. R-Hybrid mantiene come Hybrid una bassa carbon foot print ma garantisce un uso delle risorse più efficiente perché è prodotto con PS riciclato, con il contributo del progetto Rivending attueremo quindi il cup to cup. Poi sempre su questo filone, come detto prima, abbiamo lanciato la linea di bicchieri per il beverage contenenti oltre il 50% di PET riciclato da post consumo. 

 

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